Omelia dal Vescovo Vitus in occasione della Santa Messa a Uster, 11 dicembre 2015


Carissimi,

lo scopo di un Giubileo o di un’Anno Santo è il perdono, la liberazione dal peccato, „la liberazione per quanti sono oppressi dalla schiavitù del peccato e di tutte le sue conseguenze“, così si esprime Papa Francesco in Misericordiae Vultus, Bolla di Indizione del Giubile Straordinario della Misericordia (20).

   Per ricevere il perdono ci vuole la fede.: „Non è l’osservanza della legge che salva, ma la fede in Gesù Cristo, che con la sua morte e resurrezione porta la salvezza con la misericordia che giustifica“, dice il Santo Padre  (Misericordiae Vultus 20). In seguito è importante sottolineare: il Giubileo della Misericordia – come ciascun Anno Santo – è soprattutto un anno di fede approfondita. È la fede che ci fa incontrare la misericordia di Dio e il suo perdono. La fede è il motivo del perdono, la fede in Dio che ci libera dal peccato. Ricordo le parole della mia spiegazione sull’Indulgenza: „Dio ci dona la salvezza in risposta alla nostra fede“.  E è logico, perchè la fede ci apre affinché la grazia di Dio possa entrare nel nostro cuore.

   Papa Francesco ci dice in più: „È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina“ (Misericordiae Vultus 15).

   Faccio presente che nelle opere di misericordia figura l’opera di insegnare agli ignoranti. Nelle nostre condizioni di vita e nel nostro ambiente è la non conoscenza della fede e dei doni di fede uno dei problemi più drammatici. È drammatico perchè la non conoscenza della fede conduce a una vita empia e malvagia, e così alla perdizione. 

   Settimana scorsa abbiamo ricordato il gran santo delle Missioni, san Francesco Saverio. In una lettera a sant’Ignazio scrive dall’India, da una zona che non conosco: „Non c’è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l’Ave e i Comandamenti della legge divina“. Queste affermazioni ci devono servire da filo conduttore per l’insegnamento della fede. Perchè con le sue indicazioni il santo menziona i momenti e i testi più importanti della nostra fede che siamo tenuti a proporre ai ragazzi, ai giovani, agli uomini che ci circondano. Insomma è il fondamento del Catechismo: Il Credo, i Sacramenti (sacre funzioni), i Comandamenti e la Preghiera (Padre nostro, Ave Maria). Manca propio la conoscenza di questi grandi doni di fede e in consequenza una vita religiosa che possa condurre ciascuno alla casa del Padre, al dono di Misericordia e al perdono cosí importante per la savezza eterna. Quest’anno del Giubileo straordinario sia per tutti noi uno stimolo per approfondire la fede e trasmettere agli altri questo tesoro della nostra vita spirituale. Amen.